Diego Santini: Il pittore dei sogni

Il mio incontro con Diego Santini è stato un incontro puramente casuale.........attraverso la vetrina di un negozio.........ed è stato subito "colpo di fulmine".........tu passeggi tranquillamente per la strada e poi improvvisamente vedi qualcosa e.........ti innamori.

Da quel momento ho deciso che sarebbe stato lui, o meglio le sue opere, ad arredare il mio studio, in modo da condividere con tutte le mie pazienti ciò che i suoi quadri mi avevano trasmesso, emozionandomi.

Osservando le sue pennellate magiche si parte con l'immaginazione verso un mondo fantastico, dove l'Amore in tutte le sue forme prende vita attraverso cuori, lune e personaggi fiabeschi incorniciati da atmosfere oniriche.

Non c'è paziente che non entri nel mio studio chiedendomi chi sia l'autore misterioso di opere così belle. Da ciò è cresciuta la mia voglia di conoscere colui che con semplicità riesce a rubare i cuori delle mie donne.


Recensione su Diego Santini (Ancona ,1975) dalla Galleria Ferretti - Macerata:

Fin da piccolo ha avuto uno spiccato senso artistico, dimostrando ecletticità e versatilità, toccando vari ambiti dell’arte visiva dalla pittura all’illustrazione. Conseguito il diploma di scuola d’arte frequenta corsi di illustrazione per perfezionarsi nella tecnica. Partecipa a numerose mostre collettive e personali, le sue opere fanno parte di collezioni private e dal 2015 collabora stabilmente con la Galleria Ferretti di Macerata.
Diego Santini è anche un eccellente musicista.


Ma ciò non mi bastava, ed è per questo che ho deciso di contattarlo direttamente e chiedergli come fosse nata la sua passione.........

Ecco il suo racconto:

"Mi dicevano:

Lo sapevo che questa sarebbe stata la tua strada, hai sempre scarabocchiato tutte le pagine dei libri di scuola con i tuoi disegni.

Era uno spreco sfruttare la "bic" soltanto per sottolineare, poteva essere l'appendice della mia fantasia.
Non saprei dire quando mi sia nata la passione del disegno, forse ce l'ho sempre avuta, tutt'ora "scarabocchio" ovunque. Ricordo periodi in cui cercavo la perfezione, non volendo una buona mano l'avevo acquisita, ma c'era sempre qualcuno più bravo di me. A volte ciò mi demoralizzava.
Fu ad una esposizione di quadri d'arte contemporanea che ebbi una sorta di illuminazione. Non c'era perfezione ma c'era Anima.
Cominciai così a dipingere a modo mio, senza vincoli, promettendomi di non abbandonare mai il mio lato "bambino".
Trovo difficile rispondere alla domanda "cosa vuoi esprimere con questa opera". Mi piace pensare che ogni singolo spettatore veda sulla tela ciò che gli va. Io una storia me la creo, ma non per questo non deve essere stravolta. Durante le mie esposizioni spesso mi metto ad ascoltare lo spettatore senza che si accorga, lo trovo divertente e di ispirazione. Una volta una signora, indicando una mia opera "Facciamo parlare il coniglio" chiamò suo marito all'attenzione e gli disse: "guarda guarda, sembri proprio tu la sera dopocena". Penso che l'arte debba essere raggiungibile e comprensibile a tutti. Quel giorno quella signora vide con ironia la sua quotidianetà.
Così la mattina mi siedo sullo sgabello del mio laboratorio, uno schizzo a matita per fermare su carta ciò che mi sono immaginato la sera prima e faccio spazio tra la confusione del mio enorme tavolo da lavoro, quanto basta per appoggiare la tela. Tutto prima di dimenticare come immagino la realizzazione. Personaggi fuori dal comune, spesso goffi, soggetti che nella vita reale non potrebbero sopravvivere nemmeno un secondo. Spesso una luna offerta gentilmente dalla mia mano. Una luna che quando si alza in cielo crea magia.
Una luna che non è per tutti, è per chi ha voglia di notarla.
Un gran cuore rosso, spesso a dire "è tutto ciò che ho", un albero con insoliti frutti, magari per far macedonie di belle frasi, giganti che terrorizzerebbero un comune mortale ma che solo un animo fanciullo saprebbe ascoltare, una costruzione che nemmeno il peggior ingegnere potrebbe disegnare.
Le persone belle son quelle che fan più strada, la luna è un semplice satellite che non gode nemmeno di luce propria, il cuore è un organo, gli alberi fan frutti che poi troviamo al supermercato, i giganti non esistono, per fare una casa ci vuole un progetto serio...punti di vista, mi piace pensare che ciò che succede tra ciò che vedo con i miei occhi e la punta del pennello sia qualcosa di magico."

Dalle sue parole ho capito che è proprio la semplicità che lo contraddistingue anche come persona, senza artefatti, originale come le sue opere.

Elisabetta Garbati

PS: Per maggiori informazioni visitate la sua pagina Facebook!

Diego Santini: Il pittore dei sogni

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